Daria è andata in scambio in Nuova Zelanda

Mi sembra di aver preso ieri quell'aereo direzione Auckland. Tante piccole grandi avventure sono venute dopo, tante cose sono cambiate, io prima di tutto. Ogni ostacolo – e tutti i giorni ne incontro – mi rende più grande, matura, consapevole, indipendente, migliore.

Ho una bellissima host family, sempre pronta a scherzare, ma che davvero tiene a me, mi hanno fatta sentire a casa dal primo momento e si stanno impegnando al massimo per farmi vivere quest'esperienza al meglio. A quanto pare tutto in Nuova Zelanda ruota attorno all'estate! Non mi immagino per niente l'albero di Natale nella piazza centrale della mia cittadina con il mare sullo sfondo e 30 gradi all'ombra, sicuramente una cosa del tutto nuova.

La coordinatrice locale c'è sempre per noi, anche solo per scambiare due parole davanti a una tazza di the, e fa tutto il possibile per farci conoscere e apprezzare al meglio ciò che la Nuova Zelanda può offrirci, tra spiagge bianchissime, villaggi maori in verdi boschi e alti vulcani innevati: ogni tanto io e gli altri studenti internazionali STS che sono in questa zona trascorriamo insieme un weekend, per visitare posti magnifici, confrontarci e condividere le nostre in apparenza uguali, ma diversissime esperienze. Abbiamo fatto surf, trascorso la giornata in barca a pescare, raccolto Tuatua (un mollusco) sulla spiaggia, tifato con tutto il cuore per gli All Blacks nel loro ultimo match contro i Wallabies australiani e avuto il nostro primo bonfire!

La mia scuola è solo femminile e non è facile abituarcisi: i pro e i contro sono accentuati dal fatto che non abbiamo questo tipo di scuole in Italia ed è quindi una completa "prima volta" in questo mondo. Sicuramente apprezzo molto quel senso di "girls' power", quell'idea che noi donne possiamo fare tutto e bene, anche sport duri come il rugby (rigorosamente giocato a piedi scalzi tra la pioggia e il fango) e materie comunemente maschili come falegnameria, non siamo tutte ballerine in tutù rosa! Dall'altro lato ogni tanto mi manca quella vena sarcastica e sempre scherzosa tipica dei ragazzi, con cui sembra così facile fare amicizia al volo, cosa che non accade quando è il momento di entrare in un gruppetto di ragazze già formato. Certamente non è facile ricrearsi una rete di relazioni, ma è sempre una nuova scoperta che dà grandi soddisfazioni e ripaga di tutta la fatica. È un modo diverso di imparare, c'è forse anche più collaborazione tra insegnanti e allieve. Un'altra cosa che apprezzo della mia scuola è l'International Department: una sala comune con tanto di divano e cucina: è per noi international students! Siamo tanti e di diversa nazionalità, e ci sta volendo non poco tempo a farsi conoscere per quello che veramente si è, cioè una persona speciale e unica come tutti, e a stringere amicizie, ma i progressi si vedono di giorno in giorno!

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Francesca ha fatto uno scambio scolastico in Australia

Se solo potessi rimanere qui ancora non ci penserei due volte!

La vita australiana è tranquilla, ma allo stesso tempo piena di cose da fare e provare. La scuola non comincia proprio prestissimo alla mattina e finisce a metà pomeriggio e, non essendo particolarmente impegnativa, il pomeriggio si ha l'occasione di socializzare con gli altri ragazzi, fare sport o qualsiasi altro genere di attività. Alla sera invece, mi piace passare il tempo con la mia host family: cenare con loro, chiacchierare del più e del meno, guardare un film o giocare a carte. Abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e, come la maggior parte degli australiani, sono persone alla mano, gentili e disponibili. Durante i weekend facciamo gite insieme oppure passo il tempo con gli altri International Students andando in spiaggia, in parchi, oppure organizzando barbecue.

Da quando sono arrivata in Australia ho conosciuto tantissime persone e con alcune ho creato un legame davvero forte che sono sicura durerà negli anni, anche quando ognuno tornerà a casa propria. Ho avuto l'occasione di conoscere amici australiani, tedeschi, austriaci, belga, norvegesi, cinesi, coreani, giapponesi e canadesi. Ho condiviso tanto con tutti loro e tramite questo scambio ho potuto imparare moltissimo riguardo a svariate altre culture, oltre ad aver parlato costantemente inglese.

So che tutto questo mi mancherà infinitamente: consiglio a chiunque ne abbia l'opportunità di fare un'esperienza simile alla mia!

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Andrea è andata in scambio in Irlanda

Eccomi qui, di nuovo in Italia, dopo 9 mesi trascorsi in un "pianeta verde". Sto parlando dell'Irlanda. Mi sembra ieri quando ero circondato da collinette verdi e panorami bellissimi qua e là. Dopo tutto questo tempo, sono cambiato, sono diventato, si spera, una persona migliore, un nuovo Andrea. Durante questa straordinaria esperienza sono cresciuto e ho imparato a prendere le mie decisioni, senza il sostegno della mia famiglia. Se devo essere sincero, non è stato tutto rose e fiori. Ma ce l'ho fatta ed è stato fantastico!

Il momento più importante di tutto il mio anno all'estero si è svolto all'aeroporto. È un momento ancora impresso nella mia mente: gli occhi azzurri del mio piccolo fratello ospitante, pieni di lacrime, quando me ne stavo andando. Devo ammettere che anche oggi una lacrima sta cadendo sul mio viso. È difficile da spiegare, è un mix di emozioni, in poche parole: "È la tua esperienza, devi viverla!". In quel momento ho veramente capito il legame indissolubile tra me e la mia famiglia ospitante, che va al di là del rapporto di sangue, al di là della razza, al di là di tutto, è stato solo l'amore per l'altro. Vorrei concludere questo mio racconto con una frase che trovo molto vera: "L'Exchange non è un anno in una vita, ma una vita in un anno".

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Beatrice ha frequentato una high school in Svezia

Ci sono paesaggi spettacolari e tramonti ogni sera che lasciano senza fiato. Nella mia host family mi trovo veramente benissimo: sono gentili, simpatici, molto divertenti e sempre disponibili! Anche con la scuola procede abbastanza bene e ho iniziato a fare atletica! La lingua è difficile però piano piano ogni giorno riesco a capire sempre qualche parolina in più!

Non sapevo se fosse vero che le persone fossero veramente introverse o se fossero le più amichevoli del mondo, non sapevo cosa mangiassero durante i pasti e quali fossero i loro passatempi preferiti.

Il giorno dopo essere arrivata mi sono ritrovata alle 5 del pomeriggio a dover apparecchiare la tavola per 16 persone! Ci sarebbe stata tutta la famiglia a cena! All'idea ero un po' impaurita perché era comunque un ambiente nuovo e dove non conoscevo (né capivo) niente. Abbiamo preparato una cena tipica a base di aragoste e gamberi, con tanto di canti tra un piatto e l'altro, cappellini, tovaglia, festoni e piatti a tema! Dopo più o meno 6 ore di cena e chiacchiere mi sono già sentita un membro della famiglia! Direi che quest'anno non poteva iniziare in un modo migliore!

La sera del mio primo venerdì in Svezia è stata forse la sera più bella che ho passato fino ad adesso! Dopo cena noi "grandi" ci siamo ritrovati tutti sul divano a guardare "Idol" (programma televisivo molto seguito qui) e a sgranocchiare qualcosa, dopodiché abbiamo sperimentato il karaoke tutti insieme cantando a squarciagola e ridendo a crepapelle. Tra una canzone e l'altra la mia host sister e il mio host dad stavano parlando di andare a fare il bagno al lago prima di andare a dormire, io non li ascoltavo molto a dire la verità perché pensavo stessero scherzando! Così alle 22.30, finito il karaoke, mi hanno chiesto se avessi voluto andare anche io, sul serio! Mi avevano anticipato che ogni tanto d'estate prima di andare a letto si andava a fare un tuffo nel lago, ma non pensavo letteralmente! Beh, in ogni caso, ho accettato: indossati costume e ciabatte, abbiamo preso gli asciugamani e ci siamo diretti in spiaggia! L'acqua era caldissima, non c'era un lampione acceso e quindi era possibile vedere tutte le stelle nel cielo (era stata una giornata calda ed era sereno), magico!

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Chiara ha studiato all'estero negli Stati Uniti

Molte volte si sente parlare di esperienze traumatiche con le Host Families, che portano gli exchange students a cambiare famiglia. A causa di questo, all'inizio ero molto timorosa all'idea di arrivare qui negli USA, ma tutte le mie paure si sono dissolte nell'esatto momento in cui ho abbracciato la mia Host Mom per la prima volta. Da quando sono qui, mi sento teneramente accettata da ogni membro della famiglia, fino a sentirmi io stessa una parte importante di quest'ultima. Grazie ai modi espansivi dei miei Host Parents e Host Siblings ho sconfitto i primi momenti di homesickness senza molti problemi, e il loro supporto mi è ancora più prezioso ora che la scuola è iniziata.

Per quanto riguarda l'ambiente scolastico, tutto è talmente diverso da ciò a cui ero abituata da poter incutere timore i primi giorni, ma presto diventa facile abituarsi ai suoi meccanismi, e tutto è reso migliore dalla quantità di ragazzi che, entusiasti di fare amicizia con una Exchange Student, si dimostrano da subito socievoli. Ho conosciuto persone che, senza pensarci due volte, sono state pronte ad offrire il loro aiuto, anche quando si trattava semplicemente di spiegarmi come aprire il mio armadietto (cosa in cui ho avuto svariati problemi ;-)). Il tutto, poi, diventa migliore se si pratica uno sport. Come sport autunnale, io ho scelto il nuoto, e fin dal primo allenamento la mia squadra è stata accogliente, dandomi tutto il sostegno necessario. La cosa che preferisco di più del mio team è che, per quanto possa essere dura praticare uno sport per la prima volta e per quanto negata io possa essere, loro saranno sempre pronte a congratularsi con me e farmi sentire apprezzata. In fondo, è esattamente come dicono qui:"your lane is your family", "la tua corsia è la tua famiglia".

Avere il coraggio di vivere una simile esperienza non è da tutti, e nell'80% dei casi anche coloro che l'hanno avuto si ritroveranno a chiedersi "perché l'ho fatto?" durante i loro primi tempi lontani da casa, ma non appena la paura scompare e nuovi rapporti di amicizia ed affetto iniziano a stabilirsi, sfido chiunque a non godersi tutto ciò che la vita da Exchange Student ha da offrire.

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